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2020 – I LUOGHI DEL CUORE – FAI

10° Censimento FAI:  1432 voti al 21.10.20 ore 21:00

(voti cartacei non ancora registrati: 552, totale 1984)

Votate per la

“PIEVE DI S. GIOVANNI DECOLLATO, L’ORGANO, ROCCA DI MONTEMURLO”

seguendo il link

https://www.fondoambiente.it/luoghi/rocca-di-montemurlo?ldc

Cronaca

2 ottobre 2018: Assemblea Generale, Federico Logli propone di partecipare al prossimo censimento del FAI dei “Luoghi del cuore”
10 febbraio: nel corso dell’Assemblea generale dei soci si dichiara di voler partecipare al prossimo censimento “I luoghi del cuore” della FAI
10 maggio: iscritto a Luoghi del Cuore la “Rocca di Montemurlo”
20 maggio: completata l’iscrizione con foto e descrizione del luogo
21 maggio: su invito del FAI è stato istituito il Comitato Montemurlo Castello per dare visibilità alle associazioni ed agli enti che aderiscono alla raccolta dei voti
23 maggio: arrivo del benestare del FAI e invito alle associazioni di aderire al comitato, lanciata la campagna su FaceBook
28 maggio: articolo su La Nazione a firma Sara Bessi posto sia qui che su FB
31 maggio: Il FAI di Prato posta su FB l’articolo di Sara Bessi
1 giugno: inviata richiesta di adesione al Comitato a tutte le associazioni
4 giugno: inviato al FAI il materiale per la costituzione del Comitato Montemurlo Castello
6 giugno: chiesta l’adesione al Comune di Montemurlo
10 giugno: il FAI modifica, su nostra richiesta, la foto di presentazione ma non i testi né il Comitato
11 giugno: Articolo su TV Prato con l’esplicito sostegno del Comune di Montemurlo alla candidatura.Modificati tutti i testi nel sito FAI.
12 giugno: Appello sulla Nazione di Prato
16 giugno: Notizie di Prato rilancia l’articolo di TV Prato
19 giugno: Comunicato FAI
25 giugno: Mario Pacetti del Gruppo Alpini Montemurlo consegna 83 voti cartacei
29 giugno: l’ASD Corallo consegna 65 voti cartacei
6 luglio: inviati al FAI 158 voti cartacei
10 luglio: rilasciata intervista al Toscana TV,  NOTIZIE DI PRATO.IT  ne pubblica la sintesi
23 luglio: siamo a 835 voti: 115° posto in Italia, 9° in Toscana!
29 luglio: inviati 48 voti cartacei raccolti dalla macelleria Targetti
31 luglio: Alessandro consegna 308 voti cartacei
5 agosto: il Gruppo Alpini Montemurlo consegna 37 voti cartacei, nel corso di una visita alla Pieve organizzata da ArteMia di Prato sono stati raccolti altri 18 voti
17 agosto: siamo arrivati a 899 voti, 119° in Italia e sempre 9° in Toscana
26 agosto: siamo a 910 voti
1 settembre: caricati altri 74 voti cartacei
18 settembre: nuovo aggiornamento dal FAI 1392 validi
27 settembre: aggiunti altri 81 voti cartacei
8 ottobre: inviati altri 152 voti cartacei (10° in Toscana e 114° in Italia)
17-18 ottobre: Giornate d’autunno FAI raccolti 212 voti
20 ottobre: siamo arrivati a 1835 voti (106° in Italia e 9° in Toscana)
26 ottobre: inseriti 118 voti provenienti dalle Giornate d’Autunno FAI

 

Adesioni (22 al 24 giugno)

ASS. IL BORGO DELLA ROCCA
SCUOLA D’ARTE LEONARDO – PRATO
GRUPPO ALPINI MONTEMURLO
I FORMAGGINI GUASTI
VAB MONTEMURLO
ASS. FILIERA CORTA MONTEMURLO
FARE ARTE PRATO
PASSIONE NATURA: BIOBIETTIVI
CIRCOLO GELLI BAGNOLO
ASS. NATYA GIOIA
IL CAPITOMBOLO
GRUPPO TEATRALE I LIMONI
GRUPPO STORICO MONTEMURLO
ASD CORALLO
CGRUPPO TREKKING STORIA CAMMINATA,
GRUPPO FOTOGRAFICO ZOOM-ZOOM,
CIRCOLO MEUCCI TAMARE,
AVIS COMUNALE DI MONTEMURLO ODV,
CIRCOLO SARDO NARADA, ASS. TARTA-RUGA,
FILARMONICA G. VERDI
LIONS CLUB MONTEMURLO

 

QUI I CONSIGLI DEL FAI PER LA RACCOLTA DEI VOTI

 

Questo il materiale inserito, se volete suggerire qualche immagine inviatela a montemurlo.castello@gmail.com

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RASSEGNA STAMPA

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MATERIALE INVIATO AL FAI

IL LUOGO

 NOME DEL LUOGO

PIEVE DI S. GIOVANNI DECOLLATO – ROCCA DI MONTEMURLO

TIPOLOGIA

PIEVE DELL’XI° SECOLO

DESCRIZIONE

La Pieve, interna al borgo di Montemurlo, è attestata dal 1096 ed era dedicata a S. Pietro. Dal 1269 viene nominata come S. Giovanni Battista, festeggiato in decollazione il 29 agosto. La Pieve, abbellita da un loggiato seicentesco sorretto da colonne in laterizio con capitelli di ispirazione ionica,  è ad unica navata con soffitto a capriate e coro ottocentesco con volta a crociera, ha quattro altari a edicola in stile cinquecentesco tre realizzati nel ‘700. Dietro l’altare maggiore si trova la grande cantoria che dà accesso all’organo Agati. La pieve è “protetta” da un imponente campanile che in origini fu torre di guardia, poi trasformata e ingentilita, nella prima metà del ‘500, con le ampie bifore che vediamo su ogni lato, sormontate da archetti in laterizio. Al suo interno è conservato uno straordinario patrimonio artistico.
La croce astile in lamina d’argento, impreziosita da dorature e lavorata a sbalzo e cesello, è stata eseguita verso il 1317 da Andrea di Iacopo d’Ognabene. Artista noto per aver realizzato la parte inferiore del dossale dell’altare d’argento della Cattedrale di San Zeno di Pistoia. Oltre ad essere oggetto di culto, è un  manufatto liturgico di alta oreficeria. Sul recto, ai quattro terminali della croce entro formelle mistilinee, si trovano, in alto L’Angelo di Dio, all’estremità dei bracci trasversali le figure dolenti di Maria a sinistra e San Giovanni a destra, ai piedi il busto di San Pietro. Nel verso al centro il Cristo Pantocrator assiso in trono entro la mandorla sacra; alle estremità dei bracci, entro cornice mistilinea, sono le quattro figure apocalittiche. Sicuramente la croce fu trafugata dalla chiesa di San Giovanni Decollato durante il dominio di Castruccio Castracani tra il 1326-28. Episodio che dà origine al suo culto. La storia è narrata nel ciclo pittorico in affresco della “leggenda della Croce”,  di Giovanni Da Prato (1590) nella contro-facciata. I quattro comparti rappresentano gli episodi salienti: il furto, il ritrovamento, la cattura e la condanna.

Il dipinto olio su tavola “Madonna col Bambino in trono con i Santi Giovanni Battista, Niccolò, Antonio Abate e Pietro” di Francesco Granacci del 1521. Il pittore è uno dei massimi esponenti del primo manierismo fiorentino,  formato alla bottega di Domenico del Ghirlandaio dove conosce  Michelangelo. Lo troviamo anche a Roma tra gli artisti che aiutarono Michelangelo a trasferire i segni dei cartoni sulla volta della Cappella Sistina.
Il dipinto olio su tavola “Madonna che dona la Cintola a S. Tommaso” viene commissionato dalla Compagnia dell’Assunta nel 1590 a Giovanni Stradano, noto per aver eseguito alcune scene dei soffitti di Palazzo Vecchio per Giorgio Vasari. Lo Stradano aveva soggiornato a Montemurlo nei primi anni del 1580 quando affrescava, per la Famiglia Pazzi, l’oratorio di San Girolamo al Parugiano. Va ricordato che il dipinto è stato esposto alla importante mostra “Legati da una Cintola” tenutasi a Prato nel 2017-18.
Dipinto olio su tavola “Madonna del Rosario” di Matteo Rosselli del 1609, l’opera viene realizzata mentre Rosselli lavora alla Cappella dei Pazzi a Firenze.
Olio su tela “Crocefisso con i SS. Pietro  e Paolo” di Giovanbattista Cartei del 1636 ed altre di assoluto valore.

La “Rocca di Montemurlo” si trova sull’omonimo colle che domina la valle tra Prato e Pistoia appena sopra l’ex via Clodia che da Arezzo andava a Luni (SP). Montemurlo viene nominato per la prima volta mille anni fa nel contratto di vendita di una casa del 13 dicembre 1019.  Il Castello di Monte Murlo, costruito dai conti Guidi per il controllo della valle fra Firenze e Pistoia, è citato nel 1066.  Subisce due assedi, il primo da parte del condottiero lucchese Castruccio “Castracani” degli Antelminelli che lo espugna l’8 gennaio del 1326.  Il secondo ad opera di Alessandro Vitelli il 1° agosto del 1537 su ordine di Cosimo I per sconfiggere i fuoriusciti fiorentini guidati da Filippo Strozzi e Baccio Valori. La vittoria segnò la definitiva sconfitta dei ribelli ed il consolidamento definitivo del dominio mediceo attraverso il ducato (poi granducato), che regnerà sulla Toscana fino all’estinzione della casata e, attraverso i successori Lorena, fino all’Unità d’Italia.
Fino al 1537 era un borgo incastellato con Pieve, sede comunale e case per circa 500 abitanti, tutto all’interno di due cinte murarie con quattro porte. Attualmente rimangono il castello, noto come “Rocca” e l’antica sede del comune che sono di proprietà privata, il complesso della pieve di S. Giovanni Decollato, i resti delle mura e tre porte di cui solo una originale.
Nel 1821 il pievano Raffaello Scarpettini la dotò di un organo della ditta Agati di Pistoia che, con i suoi 25 registri e 995 canne, è fra i maggiori della regione. Nel XIX secolo la pieve subì vari ‘ammodernamenti’ come l’apertura delle odierne finestre, il tamponamento del chiostro e l’ingrandimento del coro con l’eliminazione dell’abside, facendogli così perdere quasi tutte le caratteristiche peculiari del suo tempo.
Dopo la costruzione della nuova chiesa del Sacro Cuore voluta da Mons. Contardi negli anni ’40 ed il conseguente spostamento ‘a valle’ della vita parrocchiale la pieve ha avuto periodi di abbandono. Dagli anni ’90 varie associazioni si sono impegnate nel promuovere tutta una serie di interventi diretti o in collaborazione con vari enti come il Comune di Montemurlo, Diocesi di Pistoia e Fondazione C.R. Prato ed altre.

 

TESTO PER I MATERIALI DI RACCOLTA

La Pieve romanica custodisce sin dal sec. XIV straordinarie opere artistiche e liturgiche. Sorge sulla collina che domina la suggestiva piana che da Firenze arriva a Pistoia. Il luogo è stato teatro della battaglia che ha dato i “natali” alla Toscana, tra Cosimo I dei Medici ed i fuoriusciti. La Pieve dal 1821, è dotata dell’Organo Agati di Pistoia che, con i suoi 24 registri e 995 canne, è fra i maggiori della regione. In passato, infiltrazioni d’acqua piovana lo hanno reso muto. Grazie al censimento “ I Luoghi del Cuore” l’organo può attirare l’attenzione pubblica e trovare le forze per ridargli la voce.

 

COMITATO MONTEMURLO CASTELLO

DESCRIZIONE DEL COMITATO

Il Comitato Montemurlo Castello è un organo promosso dall’ass. Il Borgo della Rocca costituito in data 03.05.2020 proprio per coordinare questa consultazione.
il nostro obiettivo è quello di promuovere la conoscenza della Pieve, delle sue importanti opere artistiche e trovare fondi per il restauro della cantoria e dello storico organo Agati.
La Rocca di Montemurlo, ma sarebbe più corretto chiamarlo Montemurlo Castello, è la sede originaria di Montemurlo e del suo comune. Quest’anno ricorre il millenario della prima citazione del toponimo Montemurlo.
Con i fondi raccolti nei trent’anni di attività di varie associazioni sono stati portati a termine importanti lavori di consolidamento architettonico, restauro degli affreschi e delle opere d’arte contenute nel complesso della pieve di S. Giovanni Decollato.

BISOGNI DEL LUOGO *

Dopo aver portato a termine importantissimi interventi di restauro del complesso religioso, iniziati nel 2009 come: la sistemazione del tetto della Pieve, la messa in sicurezza del campanile e il recupero dell’oratorio del Corpus Domini, l’associazione il Borgo della Rocca, con il sostegno del Comune di Montemurlo, della Curia di Pistoia e privati, si è posta un nuovo obbiettivo: far tornare a suonare l’antico organo della Pieve e mettere in sicurezza e restaurare la cantoria. L’organo, che è il più grande della Diocesi di Pistoia insieme a quello di Serravalle, è stato reso muto alla fine degli anni Ottanta dalle infiltrazioni d’acqua piovana che ne hanno danneggiato i meccanismi. La costruzione dell’organo risale al 1821 per conto del Pievano Raffaello Scarpettini ed è opera della Ditta Agati di Pistoia, come riportato internamente: “Organa ista construxerant Josué de Agatis, et filii ejus Nicomedes, et Joannes an. Sal. 1821 n° 124” dotato di 26 registri e 1050 canne.  L’impianto ha il somiere maggiore a vento in noce con 25 registri presenti e 50 canali, 995 canne di cui 823 ad anima in piombo e in stagno, 126 ad ancia e 46 canne di abete.

La struttura della cantoria, del XIX secolo, è costituita da una balaustra mistilinea in legno sostenuta da sei grandi mensole murate in aggetto nella parete di fondo dell’abside della pieve. E’ lunga 770 centimetri e larga 152 centimetri al centro e 207 centimetri ai lati, la balaustra è alta 93 centimetri. Le condizioni della cantoria sono abbastanza gravi, sia per quanto riguarda l’attacco massiccio dei parassiti xilofagi, tutt’ora in essere, sia per la consunzione del legno che sul piano di calpestio è consumato ed , in alcune parti, si sfarina e si sfalda. Inoltre la superficie pittorica va riportata ai toni originali.

La Pieve di San Giovanni Decollato è aperta a cura delle associazioni di volontariato che ne curano il mantenimento e la conservazione.